My favourites

in rapido elenco, le cose di ogni giorno di cui non potrei fare a meno:
1) il buongiorno cinico e affilato di Massimo Gramellini su La Stampa
2) un giro di ricognizione su raiclick, scegliendo fra Un posto al Sole, Parla con me e Che tempo che fa
3) un’occhiata all’ultima di Grillo, con eventuale approfondimento su UTube
4) controllo email, vitale e irrinunciabile quanto l’ossigeno. forse anche di più
5) un torneo di cirulla dopo cena. Ottimo digestivo

tutto il resto è lavoro e felicissima vita familiare. a pensarci bene, potrei addirittura dirmi fortunata 🙂

febbraio 8, 2008 at 12:51 pm Lascia un commento

campagna del NON voto

da oggi è aperta e ufficiale la campagna del NON voto.
vi immaginate la faccia degli incravattati decrepiti davanti al 90% di astensionismo?

febbraio 6, 2008 at 8:20 pm 2 commenti

datemi tempo!

se finisco il latte, scendo le scale, giro a destra, faccio un passo e entro in panetteria a comprarlo… 
ma se finisco il tempo… che faccio? nessuno lo vende e tutti lo vogliono, lo bramano, lo rincorrono per mangiarlo, anzi divorarlo…
e forse il tempo è una delle poche cose di cui pochi riescono a saziarsi, chissà…
tutto questo per dire che ho bisogno di tempo. tempo che non ho per scrivere, per rilassarmi, per non pensare a niente e per riflettere su tutto.
tutto questo per chiedere, a chi può, di darmi un po’ di tempo, tempo che gli avanza, tempo di cui non sa che farsene…
tutto questo per prendermi un po’ del tempo che mi spetta e che ogni giorno mi viene tolto dalle lunghe soste nel traffico, dalle tante brevi attese ai tram, ma anche da chi corre e il tempo l’ha perso e dimenticato da un pezzo, da chi spinge e sgomita per salire in metrò senza prima far scendere gli altri, da chi sbuffa e spazientisce se ci mette più di due minuti a farsi servire un caffé al bar e a berlo.
a tutte queste persone che non sanno o hanno scordato, chiedo di darmi il loro tempo, con la garanzia di usarlo con sapienza e delicatezza, per poi magari restituirlo lucido e rinnovato perché si accorgano del bene che avevano perso e che hanno recuperato.

febbraio 6, 2008 at 8:09 pm Lascia un commento

voci

difficile, se non proprio impossibile scrivere quando intorno tutto ha la forma e la velocità del vortice.
un vortice di voci. voci da fuori che urlano e pretendono ascolto. Voci da dentro che premono e pretendono di uscire.
è  in momenti come questi che invoco e cerco ossessivamente il silenzio. leggo, non canto, smetto di parlare. mi metto in ascolto del silenzio e faccio in modo che penetri in profondità, che riempia gli angoli andando a pulire, a togliere le troppe parole e le parole di troppo, a fare ordine e creare nuovi spazi per muoversi e pensare più liberamente, con più leggerezza.
è una pausa, ovvio. una pausa che però non si sa mai quanto dura. l’importante è non avere fretta e prendersi tutto il tempo che serve senza farsi domande, senza impuntarsi a voler capire. il senso è nel silenzio, tutto qui.

novembre 12, 2007 at 6:51 pm 1 commento

10 giorni dopo…

son passati dieci giorni. la miccia è più accesa che mai e tutti si passano la bomba incadescente per evitare di rimanerci secchi. i politici ragliano, tesi e decrepiti. finalmente qualcuno gli ha strappato di dosso la maschera. si parla di blog e meet up quasi fossero entità aliene. i ministri aprono blog all’impazzata senza neanche sapere cosa stanno facendo con la disperata speranza di tenere il passo e con l’unico ridicolo intento di sputtanare chi sputtanabile non è.
perfino rosy bindi, che dice di attraversare il movimento con la sua campagna elettorale (l’avete vista? io no!), si è rifatta il look per risultare più morbida e piacente. ma sembra la maria goretti del pd. il suo competitor non è da meno. barbagianni della vecchia guardia, aspetta di leggere cosa dicono i giornali e poi tira fuori l’asso dalla manica ormai logora.
e non parliamo poi dei giornalisti. tale ilvo damiani di repubblica che pubblica un sondaggio senza preoccuparsi di citare il campione di riferimento e arrogandosi il diritto di scrivere che stampa tv e radio hanno dato ampio spazio informativo all’annuncio della fatidica giornata. quell’arrivista di parenzo che ormai chiama gli amici di grillo a telelombardia anche solo per parlare di cosmesi naturale, ma si guarda bene dal farli salire sul palco e dargli un microfono…
insomma, i sgenali parlano chiaro e ci sono tutti: grillo è diventato l’epicentro di un sisma imprevisto e non calcolato, che fa particolarmente paura perché nessuno dei consolidati riesce a dire quanto durerà e quante vittime farà…
ce n’era di bisogno!

settembre 18, 2007 at 9:20 am Lascia un commento

manifesto

mi tocca rassegnarmi all’evidenza che l’italiano ha bisogno del capo carismatico come il neonato del latte della mamma.mi tocca arrendermi alla dura realtà di un popolo che plaude servilmente senza capire, che va ai comizi col cellulare pronto a immortalare i volti dell’italia patinata e sfottente.mi tocca accettare il fatto che ci hanno mangiato l’intelligenza, che hanno azzerato la capacità di costruirci un pensiero critico e autonomo, che hanno ucciso la determinazione a far valere i ns diritti e a batterci per avere quel che ci è dovuto. mi tocca nel senso che le mie corde civiche, tanto toccate, vibrano e mi dicono, urlando, che non posso starci a questo infame gioco alla lobotomizzazione.sento che una via c’è, va solo riaperta, sgombrata e indicata a chi non la vede più, a chi la dà per definitivamente impercorribile e senza uscita.e invece io la vedo questa via, è una via larga, dove può starci e passare tanta gente e che porta a una piazza. la piazza delle idee, della discussione, del confronto costruttivo. la piazza di un nuovo inizio per un paese che può cambiare, che ha bisogno di migliorare e crescere più vicino all’europa. all’europa delle democrazie mature, all’europa che si ama e ha cura di sé.penso alle grandi capitali: berlino, madrid, parigi, londra. penso all’esempio fulgido di apertura mentale e civile convivenza del nord europa. penso a un’Italia che evolve e si libera di un conservatorismo non sempre genetico, ma anzi più spesso indotto e soffocante. penso a un’Italia emancipata che sta al passo coi veloci mutamenti sociali, che accoglie a braccia aperte le novità e, se può, le anticipa. penso a un’Italia che precorre i tempi, che torna a essere maestra di stile e di gusto, che si riappropria dei suoi talenti naturali e li protegge, li esalta davanti al mondo intero.penso a un’Italia invidiata dagli stranieri per i gioielli della sua arte e dei suoi paesaggi, per la capacità di preservali allo scempio cementificante. penso a un’Italia a misura d’uomo, da percorrere coi tempi lenti della bicicletta e da godere al ritmo del miglior ozio mediterraneo.
ma penso anche a un’Italia dinamica, amica e complice del progresso, a un’Italia aperta e retificata, a un’Italia che comunica e fa comunicare, che aggrega e fa aggregare.
un’Italia che incoraggia l’incontro fra simili e diversi, che integra le etnie con un fine lavoro di mescolanza culturale.
un’Italia che stimola la ricerca del nuovo, che esalta la creatività e il genio nostrano, che sostiene l’inventiva e sponsorizza la capacità di scoprire. un’italia che hanno cercato di cancellare, ma che è esistita e resiste sotto le ceneri.l’Italia che vedo e potrà esserci, non per la presenza di un capo carismatico ma grazie all’unione e allo sforzo di chi all’Italia vuol bene e di chi la rispetta.

settembre 4, 2007 at 11:05 am 1 commento

odore di strada

un odore fa una strada, ma può fare anche un intero quartiere.un odore segna il territorio e lo imprime nella memoria di chi ci vive e di chi, anche solo x caso, ci passa.ricordo l’odore di edimburgo, delle back potatoes e delle banane split di wimpy.
conservo il ricordo di alcuni odori parigini: la baguette, una salsa che aveva lo stesso orrido gusto della saponetta del ristorante dove ce l’hanno servita.
milano invece è una città che non ha odore, ma puzza. nella mia via domina l’odore della panetteria sotto casa. è un odore unto, pieno di cibo. tuttosommato meno peggio di quel che si annusa nel resto della città. questo odore riempie di sé tutta la via e appena giri l’angolo svanisce quasi non fosse mai esistito e ti assalgono gli odori più sgradevoli che la città offre. scarichi d’auto, escrementi e pipì di cani e altri animali…questa è milano, milano vicino all’europa. milano che non balla e non canta più, da un bel pezzo.
milano che sta morendo, neanche troppo lentamente

settembre 4, 2007 at 11:01 am Lascia un commento

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