manifesto

settembre 4, 2007 at 11:05 am 1 commento

mi tocca rassegnarmi all’evidenza che l’italiano ha bisogno del capo carismatico come il neonato del latte della mamma.mi tocca arrendermi alla dura realtà di un popolo che plaude servilmente senza capire, che va ai comizi col cellulare pronto a immortalare i volti dell’italia patinata e sfottente.mi tocca accettare il fatto che ci hanno mangiato l’intelligenza, che hanno azzerato la capacità di costruirci un pensiero critico e autonomo, che hanno ucciso la determinazione a far valere i ns diritti e a batterci per avere quel che ci è dovuto. mi tocca nel senso che le mie corde civiche, tanto toccate, vibrano e mi dicono, urlando, che non posso starci a questo infame gioco alla lobotomizzazione.sento che una via c’è, va solo riaperta, sgombrata e indicata a chi non la vede più, a chi la dà per definitivamente impercorribile e senza uscita.e invece io la vedo questa via, è una via larga, dove può starci e passare tanta gente e che porta a una piazza. la piazza delle idee, della discussione, del confronto costruttivo. la piazza di un nuovo inizio per un paese che può cambiare, che ha bisogno di migliorare e crescere più vicino all’europa. all’europa delle democrazie mature, all’europa che si ama e ha cura di sé.penso alle grandi capitali: berlino, madrid, parigi, londra. penso all’esempio fulgido di apertura mentale e civile convivenza del nord europa. penso a un’Italia che evolve e si libera di un conservatorismo non sempre genetico, ma anzi più spesso indotto e soffocante. penso a un’Italia emancipata che sta al passo coi veloci mutamenti sociali, che accoglie a braccia aperte le novità e, se può, le anticipa. penso a un’Italia che precorre i tempi, che torna a essere maestra di stile e di gusto, che si riappropria dei suoi talenti naturali e li protegge, li esalta davanti al mondo intero.penso a un’Italia invidiata dagli stranieri per i gioielli della sua arte e dei suoi paesaggi, per la capacità di preservali allo scempio cementificante. penso a un’Italia a misura d’uomo, da percorrere coi tempi lenti della bicicletta e da godere al ritmo del miglior ozio mediterraneo.
ma penso anche a un’Italia dinamica, amica e complice del progresso, a un’Italia aperta e retificata, a un’Italia che comunica e fa comunicare, che aggrega e fa aggregare.
un’Italia che incoraggia l’incontro fra simili e diversi, che integra le etnie con un fine lavoro di mescolanza culturale.
un’Italia che stimola la ricerca del nuovo, che esalta la creatività e il genio nostrano, che sostiene l’inventiva e sponsorizza la capacità di scoprire. un’italia che hanno cercato di cancellare, ma che è esistita e resiste sotto le ceneri.l’Italia che vedo e potrà esserci, non per la presenza di un capo carismatico ma grazie all’unione e allo sforzo di chi all’Italia vuol bene e di chi la rispetta.

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odore di strada 10 giorni dopo…

1 commento Add your own

  • 1. giuliana  |  settembre 10, 2007 alle 8:56 am

    I have a dream.
    quello che dici è sacrosanto, e passa attraverso l’impegno. le folle del v-day saranno sufficienti? sapranno scalfire la corazza di chi è del tutto anestetizzato, e vive beato nella inconsapevolezza?
    ciascuno di noi ha delle responsabilità dirette. forse è tornato il tempo di andare a votare. seriamente, però, stavolta.

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