facce

gennaio 16, 2007 at 9:22 am 1 commento

facce1.jpg

esci di casa e sei subito circondato da migliaia di facce. una diversa dall’altra (tranne quelle orientali che a me sembrano identiche fra loro. ma è un mio limite, lo so). una faccia, una razza? no ogni faccia, una storia. e questo è un altro gioco che uso per distrarmi dal cemento milanese e dal suo soffocante grigiore. scelgo una faccia, di solito quella che mi colpisce di più per qualche difetto stravagante, per il potenziale espressivo e inizio a cucirgli addosso una storia. la prima cosa che cerco di capire è cosa vota. e già su questo punto arriva puntuale la delusione. la maggior parte delle facce che vedo sembrano di destra, la destra peggiore, quella furba e imbrogliona, non quella signora e nostalgica alla Montanelli. facce conservatrici che trasudano intolleranza verso il prossimo specie se di colore e straniero e che vivono solo per tenere al sicuro se stesse. faccedonna impellicciate, truccate, facceuomo al profumo di denim scaldate da sciarpe firmate o strozzate da cravatte color argento… tutte le facce, anche le poche di sinistra che ogni tanto incrocio, tutte le faccemilano sono incazzate, con quella ruga fissa e profonda in mezzo alla fronte proprio in cima al naso. neanche un sorriso a pagare ed è molto più di una delusione. è una pugnalata. se nessuna faccia ride, non c’è contentezza, manca la voglia di scherzare, divertirsi, svagarsi, stare bene. possibile? no, non per noi umani. cosa c’è dietro la faccia incazzata? tasse, sconfitte, frustrazioni, ansia, assenza di futuro, di sogni, di orizzonti, di spazio. sono faccemoribonde o faccegiàmorte? assomigliano, ognuna a modo suo, alle faccedaschiavi che sempre di più popolano le metropolitane e i posti di lavoro. facceprecarie in balia di poche centinaia di euro che non regalano nessuna certezza se non quella di potersi comprare un piatto caldo per la cena e una cintura firmata dal senegalese di fronte all’oviesse. ringrazio di cuore tutti i senegalesi. torno a casa e guardo la faccia di mia figlia. sorridente, per fortuna.

Date un’occhiata qui! http://www.mono-1.com/monoface/main.html

Annunci

Entry filed under: persone.

vita veloce, lingua frenetica percorso

1 commento Add your own

  • 1. giuliana  |  gennaio 18, 2007 alle 1:23 pm

    anch’io faccio spesso questo gioco. se poi mi capita al ristorante, lì godo. dopo 30 secondi ti posso dire che relazione tra quelle persone, che cosa stanno festeggiando – o di cosa si stanno consolando -, cosa fanno nella vita, e così via. e poi, siccome amo le parole come te, ascolto i loro discorsi. non è educato, credo, ma non c’è niente di meglio per sentire l’aria del tempo.
    poi torno a casa e vedo e ascolto mio figlio. che è l’aria di casa mia.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Trackback this post  |  Subscribe to the comments via RSS Feed


gennaio: 2007
L M M G V S D
    Feb »
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031  

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: