voci

difficile, se non proprio impossibile scrivere quando intorno tutto ha la forma e la velocità del vortice.
un vortice di voci. voci da fuori che urlano e pretendono ascolto. Voci da dentro che premono e pretendono di uscire.
è  in momenti come questi che invoco e cerco ossessivamente il silenzio. leggo, non canto, smetto di parlare. mi metto in ascolto del silenzio e faccio in modo che penetri in profondità, che riempia gli angoli andando a pulire, a togliere le troppe parole e le parole di troppo, a fare ordine e creare nuovi spazi per muoversi e pensare più liberamente, con più leggerezza.
è una pausa, ovvio. una pausa che però non si sa mai quanto dura. l’importante è non avere fretta e prendersi tutto il tempo che serve senza farsi domande, senza impuntarsi a voler capire. il senso è nel silenzio, tutto qui.

1 comment Novembre 12, 2007

10 giorni dopo…

son passati dieci giorni. la miccia è più accesa che mai e tutti si passano la bomba incadescente per evitare di rimanerci secchi. i politici ragliano, tesi e decrepiti. finalmente qualcuno gli ha strappato di dosso la maschera. si parla di blog e meet up quasi fossero entità aliene. i ministri aprono blog all’impazzata senza neanche sapere cosa stanno facendo con la disperata speranza di tenere il passo e con l’unico ridicolo intento di sputtanare chi sputtanabile non è.
perfino rosy bindi, che dice di attraversare il movimento con la sua campagna elettorale (l’avete vista? io no!), si è rifatta il look per risultare più morbida e piacente. ma sembra la maria goretti del pd. il suo competitor non è da meno. barbagianni della vecchia guardia, aspetta di leggere cosa dicono i giornali e poi tira fuori l’asso dalla manica ormai logora.
e non parliamo poi dei giornalisti. tale ilvo damiani di repubblica che pubblica un sondaggio senza preoccuparsi di citare il campione di riferimento e arrogandosi il diritto di scrivere che stampa tv e radio hanno dato ampio spazio informativo all’annuncio della fatidica giornata. quell’arrivista di parenzo che ormai chiama gli amici di grillo a telelombardia anche solo per parlare di cosmesi naturale, ma si guarda bene dal farli salire sul palco e dargli un microfono…
insomma, i sgenali parlano chiaro e ci sono tutti: grillo è diventato l’epicentro di un sisma imprevisto e non calcolato, che fa particolarmente paura perché nessuno dei consolidati riesce a dire quanto durerà e quante vittime farà…
ce n’era di bisogno!

Add comment Settembre 18, 2007

manifesto

mi tocca rassegnarmi all’evidenza che l’italiano ha bisogno del capo carismatico come il neonato del latte della mamma.mi tocca arrendermi alla dura realtà di un popolo che plaude servilmente senza capire, che va ai comizi col cellulare pronto a immortalare i volti dell’italia patinata e sfottente.mi tocca accettare il fatto che ci hanno mangiato l’intelligenza, che hanno azzerato la capacità di costruirci un pensiero critico e autonomo, che hanno ucciso la determinazione a far valere i ns diritti e a batterci per avere quel che ci è dovuto. mi tocca nel senso che le mie corde civiche, tanto toccate, vibrano e mi dicono, urlando, che non posso starci a questo infame gioco alla lobotomizzazione.sento che una via c’è, va solo riaperta, sgombrata e indicata a chi non la vede più, a chi la dà per definitivamente impercorribile e senza uscita.e invece io la vedo questa via, è una via larga, dove può starci e passare tanta gente e che porta a una piazza. la piazza delle idee, della discussione, del confronto costruttivo. la piazza di un nuovo inizio per un paese che può cambiare, che ha bisogno di migliorare e crescere più vicino all’europa. all’europa delle democrazie mature, all’europa che si ama e ha cura di sé.penso alle grandi capitali: berlino, madrid, parigi, londra. penso all’esempio fulgido di apertura mentale e civile convivenza del nord europa. penso a un’Italia che evolve e si libera di un conservatorismo non sempre genetico, ma anzi più spesso indotto e soffocante. penso a un’Italia emancipata che sta al passo coi veloci mutamenti sociali, che accoglie a braccia aperte le novità e, se può, le anticipa. penso a un’Italia che precorre i tempi, che torna a essere maestra di stile e di gusto, che si riappropria dei suoi talenti naturali e li protegge, li esalta davanti al mondo intero.penso a un’Italia invidiata dagli stranieri per i gioielli della sua arte e dei suoi paesaggi, per la capacità di preservali allo scempio cementificante. penso a un’Italia a misura d’uomo, da percorrere coi tempi lenti della bicicletta e da godere al ritmo del miglior ozio mediterraneo.
ma penso anche a un’Italia dinamica, amica e complice del progresso, a un’Italia aperta e retificata, a un’Italia che comunica e fa comunicare, che aggrega e fa aggregare.
un’Italia che incoraggia l’incontro fra simili e diversi, che integra le etnie con un fine lavoro di mescolanza culturale.
un’Italia che stimola la ricerca del nuovo, che esalta la creatività e il genio nostrano, che sostiene l’inventiva e sponsorizza la capacità di scoprire. un’italia che hanno cercato di cancellare, ma che è esistita e resiste sotto le ceneri.l’Italia che vedo e potrà esserci, non per la presenza di un capo carismatico ma grazie all’unione e allo sforzo di chi all’Italia vuol bene e di chi la rispetta.

1 comment Settembre 4, 2007

odore di strada

un odore fa una strada, ma può fare anche un intero quartiere.un odore segna il territorio e lo imprime nella memoria di chi ci vive e di chi, anche solo x caso, ci passa.ricordo l’odore di edimburgo, delle back potatoes e delle banane split di wimpy.
conservo il ricordo di alcuni odori parigini: la baguette, una salsa che aveva lo stesso orrido gusto della saponetta del ristorante dove ce l’hanno servita.
milano invece è una città che non ha odore, ma puzza. nella mia via domina l’odore della panetteria sotto casa. è un odore unto, pieno di cibo. tuttosommato meno peggio di quel che si annusa nel resto della città. questo odore riempie di sé tutta la via e appena giri l’angolo svanisce quasi non fosse mai esistito e ti assalgono gli odori più sgradevoli che la città offre. scarichi d’auto, escrementi e pipì di cani e altri animali…questa è milano, milano vicino all’europa. milano che non balla e non canta più, da un bel pezzo.
milano che sta morendo, neanche troppo lentamente

Add comment Settembre 4, 2007

flipper

ieri sera, dopo due giorni di sintomi latenti, la mia testa è diventata un flipper e il mio cervello la pallina per giocarci.non so se l’avete mai provato, a me succede ed è insopportabile, se non atroce.sono andata a letto, impasticcata di tutto punto, ma niente. il flipper continuava la sua giostra di luci, sobbalzi e martellamento.mi sono alzata, ho fatto una tisana e sono tornata a sdraiarmi.
sul cuscino l’effetto flipper aumentava vertiginosamente. ho chiuso gli occhi e, a fatica, mi sono addormentata in compagnia del rombo cranico.
non so se sia il rientro a casa dopo un’estate senza vacanze, dopo due mesi di vuoto pneumatico e di ozio indotto.ora tutti, o quasi, sono tornati. hanno finito le ferie che non ho mai iniziato. quindi, stando ai luminari, non dovrei patire lo stress da rientro. eppure… eppure c’è sempre qualcosa che non va in questa maledetta capa.
per non parlare del collo. vertigini, nausea, voglia di buttarsi per terra e non sentire più niente. smettere di capire. o anche solo di voler capire. tanto da capire c’è poco.  e se non c’è poco, è peggio, perché lo capisco ancora meno.
allora cerco il game over con tutte le mie forze. mi spengo, mi anniento per ricaricarmi. vado a caccia di nuove energie per recuperare, per entusiasmarmi come quando ci riuscivo. come un pioniere dell’ultim’ora scavo, scandaglio alla disperata ricerca di un lumino vitale, di una spinta di coraggio che mi butti in avanti a consumare un nuovo pezzo di vita tutto intero, rotondo e pieno come piace a me.spero di farcela prima che il flipper vada in tilt

Add comment Settembre 2, 2007

afa e politica

l’afa come la politica. manca l’aria. non si respira.
l’estate 2007 vuole surriscaldare i muscoli della partecipazione con iniziative colorate e incazzate come quella del V- Day.
grillo è andato fino a Bruxelles per annunciare l’evento dell’anno.
intanto noi giovani, noi giovani brizzolati quarantenni senza midollo, assitiamo all’ulteriore scempio.
alle primarie pd, in nostra rappresnetanza (chi l’ha deciso?), si candida tale mario adinolfi.
fatevi un giro su UTUBE.  in un attimo sbalordirete, cadrete a terra, prede di un malore.
non è afa. è politica. politica all’italiana. 

Add comment Luglio 23, 2007

sono ancora viva…anyway

non ho più scritto da maggio, ma sono ancora viva.
e dunque va tutto bene.
ho passato un paio di mesi tappata in una pentola a pressione. nessuno si è accorto che fischiava, finchè alla fine la pentola è esplosa e sono riuscita a uscire, a liberarmi. un po’ ammaccata, ma sana e salva.
quindi va tutto bene, anzi benissimo.
appena sono uscita dalla pentola mi hanno detto che l’8 di settembre si celebra il primo Vaffanculo Day della storia della nostra malsana repubblica.
sono rimasta piuttosto stupita, perché di Vaffanculo days ne vivo circa sei/sette alla settimana… ma temo che questo sia tutto un altro paio di maniche, e di mutande.
le mie. di scarsissimo valore.
dopo l’esplosione della pentola e la mia fuoriuscita, c’è stata una necessaria quanto meravigliosa parentesi vacanziera in un’isola defilata e paradisiaca, di cui non rivelerò certo qui il nome!
e ora sono di nuovo qui, tesa nella posizione che hanno i maratoneti sulla linea del via della gara podistica.
la fregatura è che luglio profuma già di vacanza e l’aria è ferma come un sasso…
quanto dovrò restare in questa posizione scomoda non è dato sapere.
confido solo che qualcuno, più prima che poi,  arrivi e spari l’agognato via.  
vi terrò aggiornati, non temete.

1 comment Luglio 13, 2007

scherzi metropolitani

è successo l’altro giorno. ora 13 e qualcosa. scendo in metro. entro nel vagone che si apre davanti a me. questa la scena che mi si propone: una signora sulla sessantina seduta e, sul sedile a fianco al suo, un cane. seduto pure lui. chiedo di sedermi e risponde con un no. secco e infastidito.
la guardo basita, come se non avessi capito. realizzo e le dico che mi siedo sul suo cane. è la rissa. verbale, ovviamente. tutto il vagone si inalbera, a cominciare da una signora di una certa età che, a quanto deduco, ha subito lo stesso trattamento pochi minuti prima di me…
la padrona del cane-topo dice che ha pagato il biglietto e quindi il cane resta seduto dov’è. mentre lo dice sbraitando, il cane d’istinto tenta di alzarsi e scendere. probabilmente si vergogna e si sta chiedendo per quale sfiga ’sta padrona isterica sia capitata proprio a lui e non a un altro della sua specie. lei lo strattona per il guinzaglio e lo mantiene seduto. al suo posto. l’altra signora, emotivamente coinvolta e risentita, replica dicendo che anche per le valigie si paga il biglietto e che lei non ha mai fatto sedere la sua valigia…
ma cos’è una candid camera o il solito schifo di mondo alla rovescia?
mi viene un urto di vomito che unito a quello di rabbia mi rovescia le budella.
penso alla lezione di yoga. tiro giù i trapezi, apro il torace, respiro e mando a fanculo la sciura il suo cane e questa città sempe più invivibile e incivile.

Add comment Maggio 30, 2007

questioni di cuore. e di dorso

lo yoga è un’esperienza. un’esperienza che sorprende.
un’esperienza che sorprende piano piano, poco per volta.
lunedì, la consueta ora e mezza di immersione yoga era dedicata alla schiena, al dorso.
esercizi di tutti i tipi in un’altalena continua e meravigliosa di fatica e rilassamento.
ho problemi con la schiena. dolori antichi che via via si ripropongono nelle forme più varie, inattese e fantasiose.
e davanti a questi esercizi prendo esatta coscienza della durezza, dell’immobilismo di questa parte del mio corpo.
la nostra guida yoga mi spiega come fare per migliorare e iniziare a sciogliere il blocco fisico.
e poi, così all’improvviso, spiega che le posizioni che ci sta facendo fare aiutano la schiena e servono ad aprire il cuore. ZAC!
lo sapevo. lo sapevo che il mio dorso e la mia schiena sono rigide, quasi paralizzate, perché sono impegnate 24 ore su 24, 7 giorni su 7, come il più efficiente dei call center, a proteggere il cuore, a tenerlo chiuso, nascosto, lontanto dalle correnti e dai pericoli in circolazione.
lo yoga è un’esperienza. un’esperienza che sorprende. un’esperienza che sorprende piano piano, poco per volta.

1 comment Maggio 24, 2007

lo scempio continua, anzi aumenta

stamattina, dopo giorni, settimane cioé mesi di autocensura informativa, mi sono lasciata andare e ho comprato l’Unità…. l’avessi mai fatto!
riporto le migliori notizie dall’interno:
1- intervento di Fassino sul Pdchedevecambiareilmondoanzisolol’italiamanemmenotutta, che scrive (cito testuale) “mi corre l’obbligo di un’informazione veritiera”. entro subito in fibrilla, pensando a comecazzoscrivequesto e chiedendomi ma queste persone che vogliono essere ns guide spirituali, sociali e politiche da che pianeta vengono, in che dimensione altra vivono? non leggono cose scritte dai giovani? non sentono le persone come parlano?
vabbeh, procedamus
2- vado a leggere i nomi dei membri del comitato promotore. anzi prima, senza stupirmi, leggo che se prodi aveva ordinato (ordinato??) che fosse composto da max 30 persone, alla fine per ragioni di rappresentanza i 30 son diventati 45, però ben 16 donne: che culo, nè? (e quanti soldi si pigliano per pormuovere e spingere un carretto antico ancora prima di nascere?)
vabbeh, procedamus
3- i nomi dei membri: prodi, d’alema, rutelli, iervolino, LAMBERTO DINI?????, OTTAVIANO DEL TURCO????? (ex socialista, supercraxiano), bassolino (ma non era indagato per truffa allo stato?)
vabbeh, procedamus 
ma la mia mano si rifiuta di girare altre pagine. è paralizzata da un’incazzatura intraducibile in umane parole. la convinco,la costringo all’ultima notizia, la pugnalata finale, quella decisiva:
4- età media dei membri: 57 anni.

finirà mai questa infinita presa di culo?
ditemi di sì, vi prego. intanto di giornali, lo scrivo e lo giuro, non ne compro più.

Add comment Maggio 24, 2007

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