Posts filed under 'chiodi fissi'

sono ancora viva…anyway

non ho più scritto da maggio, ma sono ancora viva.
e dunque va tutto bene.
ho passato un paio di mesi tappata in una pentola a pressione. nessuno si è accorto che fischiava, finchè alla fine la pentola è esplosa e sono riuscita a uscire, a liberarmi. un po’ ammaccata, ma sana e salva.
quindi va tutto bene, anzi benissimo.
appena sono uscita dalla pentola mi hanno detto che l’8 di settembre si celebra il primo Vaffanculo Day della storia della nostra malsana repubblica.
sono rimasta piuttosto stupita, perché di Vaffanculo days ne vivo circa sei/sette alla settimana… ma temo che questo sia tutto un altro paio di maniche, e di mutande.
le mie. di scarsissimo valore.
dopo l’esplosione della pentola e la mia fuoriuscita, c’è stata una necessaria quanto meravigliosa parentesi vacanziera in un’isola defilata e paradisiaca, di cui non rivelerò certo qui il nome!
e ora sono di nuovo qui, tesa nella posizione che hanno i maratoneti sulla linea del via della gara podistica.
la fregatura è che luglio profuma già di vacanza e l’aria è ferma come un sasso…
quanto dovrò restare in questa posizione scomoda non è dato sapere.
confido solo che qualcuno, più prima che poi,  arrivi e spari l’agognato via.  
vi terrò aggiornati, non temete.

1 comment Luglio 13, 2007

questioni di cuore. e di dorso

lo yoga è un’esperienza. un’esperienza che sorprende.
un’esperienza che sorprende piano piano, poco per volta.
lunedì, la consueta ora e mezza di immersione yoga era dedicata alla schiena, al dorso.
esercizi di tutti i tipi in un’altalena continua e meravigliosa di fatica e rilassamento.
ho problemi con la schiena. dolori antichi che via via si ripropongono nelle forme più varie, inattese e fantasiose.
e davanti a questi esercizi prendo esatta coscienza della durezza, dell’immobilismo di questa parte del mio corpo.
la nostra guida yoga mi spiega come fare per migliorare e iniziare a sciogliere il blocco fisico.
e poi, così all’improvviso, spiega che le posizioni che ci sta facendo fare aiutano la schiena e servono ad aprire il cuore. ZAC!
lo sapevo. lo sapevo che il mio dorso e la mia schiena sono rigide, quasi paralizzate, perché sono impegnate 24 ore su 24, 7 giorni su 7, come il più efficiente dei call center, a proteggere il cuore, a tenerlo chiuso, nascosto, lontanto dalle correnti e dai pericoli in circolazione.
lo yoga è un’esperienza. un’esperienza che sorprende. un’esperienza che sorprende piano piano, poco per volta.

1 comment Maggio 24, 2007

le mode di dire

la moda influenza anche il dire, il parlare.
la lingua è fatta di stili e tendenze. sarebbe interessante andare a cercare analogie fra la moda che si indossa e quella che si parla.
ogni tanto noto dei tic linguistici che trasversalmente passano dalle bocche di molti, se non di tutti.
dal politico attempato fino all’anonimo adolescente di periferia.
l’ultimo che mi è capitato di captare in questi giorno è “il sistema”, parola che va a rivangare un gergo tipico degli anni ‘60/’70, il gergo dei finti rivoluzionari italiani che hanno illuso sul cambiamento, prima di ricompattarsi nelle fila del conformismo più becero e meno onesto.
pare che questo modo di dire, ormai vuoto di ogni senso possibile, stia tornando a gran voce, riempiendo la bocca e i discorsi di chi non sa più cosa dire e come dirlo.
a questo punto, se la moda e le mode di dire portano al nulla, voto per l’acronimo o la parolina inglese manipolata in un italiano non più maccheronico, ma solo orgogliosamente ignorante.

Add comment Maggio 18, 2007

testa alta e pancia in dentro

da ieri mi è scattato qualcosa dentro. una vocina ha parlato. e ha detto, semplicemente: testa alta e pancia in dentro. ha detto basta stare giù. basta subire e aspettare la prossima mazzata, ammazzando il tempo cercando di prevedere da quale parte arriverà. la vocina si è espressa. e qualcuno dentro di me (la pancia, forse?) l’ha ascoltata. quel qualcuno, secondo me, si era abbondantemente rotto le palle di giocare al totomazzate e regolarmente perdere. ogni tanto c’è anche bisogno di vincere. fosse anche solo una partitina a carte. la vocina ha detto, qualcuno l’ha ascoltata e qualcosa si è mosso. la testa e la pancia.

Add comment Aprile 19, 2007

eraclito docet

di giorno viviamo senza capire.
di notte capiamo senza agire.

3 comments Aprile 18, 2007

voglio fare il sindaco!

inizio da qui a mettere giù i punti per la mia prossima candidatura a sindaco. vediamo un po’…
1) istituzione degli ausiliari della merda (chi cammina sui marciapiedi di milano può capire)
2) rimozione forzata delle auto in esubero da marciapiedi, seconde e terze file, strisce pedonali e scivoli ai semafori (chi cammina o usa la bici a milano può capire)
3) cambio delle priorità: istituzione delle piste automobilistiche riservate e laterali e trasformazione delle vie e i viali in arterie ciclabili
4) gare d’appalto per graffitari addetti alla colorazione della città
5) ampliamento di tutte le zone verdi e delle aree pedonali
6) in ogni piazza, un palco per chi vuole fermarsi, suonare, recitare, cantare, ballare…insomma intrattenere i passanti

continua…

Add comment Aprile 4, 2007

se sbaglio, vinco

è straordinario. scoprire, alla tenera età dei quasi ‘anta’, che se sbaglio vinco ha seriamente dello straordinario. allevata a suon di “se fai così sbagli - se non fai così fallisci – se non prendi uno straccio di laurea e non ti fai notare non sarai mai nessuno”, adesso mi trovo a scoprire tutto un filone di pensiero, per giunta molto ben argomentato e convincente, che sostiene l’importanza dell’errore, del fallimento, dell’insuccesso come prodromo (si, c’è scritto proprio così, prodromo!), come germe, embrione del successo, quello vero quello rispondente alla nostra natura, quella che appaga le corde più profonde del nostro essere. adesso faccio un respiro profondo, abbasso i trapezi e alzo il torace, come dolcemente insegna la mia musa yoga. non basta. resta il senso amaro della beffa e resiste. vorrei vedere voi alla soglia dei quaranta capire che fino adesso non ci si è capito nulla. non è quella che si dice una bella sensazione, non credete? ci lavorerò. anche perché, in fondo, è un pensiero confortante. mi fa guardare indietro con un sorriso a tutti gli errori-vittorie che ho scambiato, sbagliando (!!), per una sfilza infinita e imperterrita di sconfitte e mi porta a camminare in avanti a testa alta, sicura e felice di tutti gli sbagli che ancora farò, inevitabilmente. ma ora sarà diverso. sarà un errare consapevole e, se avrò culo, pure vincente. non male, no?

1 comment Aprile 3, 2007

anatema della fretta

riassumo:
1) un pomeriggio mi metto sulle strisce per attraversare, tenendo mia figlia per mano, una macchina arriva andando sicuramente a più di 50 all’ora. si ferma di colpo e quella dietro non riesce a frenare e va a cozzare. ovviamente tutti scendono dalle rispettive auto e la colpevole sono io che ho osato stare sulle strisce
2) un altro pomeriggio salgo sulla carrozza del metro con mia figlia. ci spingono, perchè entrano nella carrozza correndo e ele picchia la testa contro la barra di ferro che serve a tenersi per non cadere durante il viaggio
2) stamattina davanti a noi, una macchina si posiziona con tanto di freccia per parcheggiare sul lato sinistro, la macchina subito dietro che deve girare a sinistra, ha fretta e va veloce, cozza con quella che sta parcheggiando

la domanda è una sola e forse ha una risposta, una sola: chi me lo fa fare di vivere in un posto affollato di manichini grigi impostati per avere sempre e comunque fretta, qualsiasi cosa facciano?

1 comment Marzo 28, 2007

immagini mentali

mi dicono che si chiamano così, ma si possono anche chiamare griglia ideologica o, per farci male seriamente, pregiudizi. insomma il nostro cervello, la prodigiosa macchina che ci fa muovere, pensare, ricordare, parlare e chi più ne ha…, ci frega. sì si, ci piglia abbondamente e in continuazione per i fondelli. siamo su un blog, la volgarità me la tengo per me. e pensare che, quando studiavo al liceo, tante volte mi ha assalito la tentazione di tiralo fuori il cervello e vederlo, guardarlo, anzi, da vicino e vicinissimo e fargli un discorsetto e aspettare una sua reazione intelligente alle mie parole. e ora mi tocca sentirmi dire, e leggere nero su bianco, che è un autentico imbroglione, che ci fa fare tutto quello che cavolo gli pare e come più gli piace. e allora accetto la sfida mi preparo al braccio di ferro. eh sì, caspita, non è che adesso questa molle materia grigia si mette a decidere, a fare il bello e il cattivo tempo con me? eh no, caro il mio cervellino, non ci siamo proprio! adesso ci penso io a rimetterti al tuo posto, puoi contarci!

Add comment Marzo 26, 2007

ma perché?

ma perché? ma perché? cantavano gli storici Matia Bazar ai tempi dell’ugolissima dorissima Antonella Ruggiero… e il motivetto mi martella nella testa ogni volta che sento discorsi, assisto a situazioni che mi fanno capire il pensiero medio, il comune sentire dei miei conterranei.
l’ho sempre sospettato: non c’entro niente con gli italiani e questo Paese 99% Vaticaneggiante . me l’hanno sempre detto “non sei persona adatta a quest’epoca di caos e deliri”.
beh ogni giorno me ne convinco sempre di più, purtroppo per me e per la mia capacità di sopravvivenza, per la mia resistenza al galleggiamento in questa merdaccia…
mi dicono di portare rispetto a Mastella, in quanto “Ministro della Repubblica”. Ministro un paio di palle: quello è uno (incapace, anche solo di articolare un discorso di senso compiuto) che dovrebbe lavorare per me, per noi, per il bene comune e per portare giustizia in questa sfatta e rincoglionita società. e per fare quel che dovrebbe fare (ma sicuramente non fa) si becca una caterva di quattrini (NOSTRI!!!!). della Repubblica: quale Repubblica? non vorrete darmi a bere che viviamo in una Repubblica?  dai, siamo serii!!!! ma la cosa che più mi fa male e mi apre gli occhi è che il mio pensiero è troppo contro per reggere qualsiasi confronto, anche quello con il vicino di banco. il mio credere in certi valori, il mio vedere le cose dal punto da cui nessuno (o solo qualcuno) le guarda non mi fa procedere di un passo. almeno non qui. e adesso il conflitto è fra come sono e come la società pretende che sia. mi sono sempre detta che l’importante, l’essenziale è continuare a vedere nello specchio se stessi, non cedere alle prove di genuflessione che la vita a volte chiede e pretende… la stanchezza che ultimamente mi prende con sempre maggior frequenza è strenua alleata del desiderio di cedere. anche se il prezzo che pago è altissimo, preferisco ascoltarla e usarla per trovare un motivo in più per restare fedele a me stessa e mandare tutto il resto alle ortiche…

Add comment Marzo 14, 2007

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